Casermoni di periferia… con vista lago
2016
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Le chiuse
Oltre Agnes Denes (omaggio a)
Osservatorio – Habitat di ciottoli
La Casa
Birdwatching?
Casermoni di periferia… con vista lago
La nuova Bandita
Habitat lineare
Habitat (R)Evolution, dagli Anfibi agli Uccelli
Toponimo
Cingersi d’acqua
Basamenti per statue viventi
Lanciare un primo sasso
Stepping stone
Coleps
Ecotoni
Le specie ornitiche Martin pescatore (Alcedo atthis), Gruccione (Merops apiaster) e Topino (Riparia riparia), tutte protette dalle leggi vigenti, sono strettamente legate per la riproduzione alle aree ove sono disponibili pareti verticali o circa verticali di terra nuda, con forte componente sabbiosa. In corrispondenza di queste ultime esse realizzano il proprio nido scavando lunghi tunnel al termine dei quali viene data forma alla camera nuziale. Queste particolari condizioni, che in natura si dovrebbero trovare piuttosto comunemente lungo i fiumi presso le zone spondali erose dal passaggio delle acque, sono oggi molto rare dato che nelle pianure e nelle vallate la gran parte dei corsi d’acqua è stata duramente trasformata con interventi di regimazione idraulica. Arginando i torrenti e i fiumi e rendendo perfettamente geometriche le sponde con pendenze obbligate non vi è infatti più la possibilità di comparsa di fenomeni erosivi importanti e quindi non si formano più pareti adatte alla nidificazione di queste specie.
È peraltro noto come, in casi di mancanza di habitat utili, queste specie tentino di adattarsi anche a situazioni di origine artificiale, come ad esempio presso banchi di terreno sabbioso tagliati in seguito ad attività estrattive o anche presso cumuli di materiali sabbiosi da costruzione stoccati in piazzali di cava.
Ecco ad esempio che nella pianura fra Firenze e Prato, in particolar modo nelle zone più vicine ai grandi corsi d’acqua (Arno, Bisenzio e Ombrone) dove il terreno si mostra maggiormente sabbioso, non essendo più possibile la presenza naturale di sponde in erosione, queste specie si trovano ogni anno a tentare la nidificazione in aree artificiali (cave o aree di cantiere edile), situazioni che però risultano tutte a forte rischio di impatto. Per questo motivo da molti anni i volontari del WWF svolgono, all’inizio di ogni stagione riproduttiva, un accurato monitoraggio dei siti di maggior interesse per poi procedere, nel caso di accertamento dell’inizio della nidificazione, con la stretta tutela dei luoghi grazie ad accordi diretti con gli enti e/o i privati competenti.
In considerazione della oggettiva difficoltà di questa azione (che comunque prosegue sempre ogni anno), si è deciso di procedere contemporaneamente alla creazione di situazioni alternative, capaci di garantire il successo riproduttivo di almeno una consistente parte delle popolazioni locali di queste specie.
Le due opere in oggetto, costituite da due lunghe pareti artificiali, sono state costruite a una certa distanza dalle aree fluviali, nella zona centrale della pianura dove, presso l’ampia area protetta Stagni di Focognano, vi era la disponibilità di spazi adatti.
Questa collocazione appare molto simile a quelle operazioni che nel campo della pianificazione urbanistica tendono a localizzare sempre più in periferia grandi complessi di nuovi alloggi. Anche la conformazione data alle strutture scelte per il progetto, costituite da grandi manufatti in cemento, vuole essere un chiaro richiamo alle situazioni tipiche di molte periferie delle nostre città. La ripetizione dei moduli “in linea” così come gli affacci su uno stesso lato propongono quindi una riflessione ampia sulle condizioni di vita nelle pianure in via di trasformazione urbanistica.
Per le specie, che hanno colonizzato subito con successo le strutture, tutto questo rappresenta di fatto un’insperata preziosa risorsa, non solo strettamente tutelata ma anche capace di mantenersi nel tempo, e dunque sempre a disposizione per le future stagioni riproduttive. Entrambe le opere si affacciano su bacini lacustri, condizione ideale per queste specie in quanto l’acqua al piede della parete garantisce una maggior tutela dei nidi rispetto al sopraggiungere di possibili predatori. Da qui il titolo dell’opera che sottolinea come, talvolta, anche in ampie periferie anonime e banali, la sopravvivenza di almeno qualche porzione del paesaggio naturale originario possa di fatto rendere più ridente e vivibile il luogo a dispetto della monotona ripetitività delle costruzioni.
CATEGORIA
Opera-elemento
AREE DI INTERVENTO
Lago Prataccio e lago Osmannoro, presso l’Oasi WWF Stagni di Focognano, Campi Bisenzio (FI).
L’area si colloca all’interno del Sito di Importanza Comunitaria ZSC e ZPS IT5140011 Stagni della Piana Fiorentina e Pratese.
TIPO DI INTERVENTO
Costruzione di pareti artificiali in cemento con all’interno sabbia di fiume, adatta alla nidificazione delle specie. Predisposizione dei fori di ingresso tramite il lavoro di volontari (intervento di social art).
STATO DI AVANZAMENTO
Opere concluse nel mese di novembre 2016.
PRINCIPALI ENTI COINVOLTI
– Comitato per le Oasi WWF dell’Area Fiorentina
PRINCIPALI BIOINDICATORI UTILIZZATI NEL MONITORAGGIO DELLA FUNZIONALITÀ ECOLOGICA DELL’OPERA
– Martin pescatore, Alcedo atthis.
– Topino, Riparia riparia.
– Gruccione, Merops apiaster.
