Habitat lineare
| Opere

Le grandi discariche dei rifiuti solidi urbani sono una “nuova” caratteristica del paesaggio. Le loro forme artificiali, tese all’ottenimento della massima capacità di stoccaggio, sono delineate da piani sovrapposti con pendii molto accentuati. Le discariche di questo tipo sono un elemento artificiale inconfondibile nel paesaggio contemporaneo sia quando realizzate in aree vallive (terrazzamenti su versante) sia in pianura (piramidi a gradoni). In quest’ultimo caso esse hanno evidentemente un effetto ancora più dirompente dato che la loro sagoma, innalzandosi in un contesto territoriale piatto, risulta visibile da tutti i lati.

 

In genere, una volta terminato il conferimento, vengono previste per i corpi di discarica operazioni di banale rinverdimento delle superfici esterne con l’illusorio fine di mascherare la nuova montagna. Ciò avviene mediante semine di piante erbacee e, talvolta, piantagioni di sporadici gruppi di arbusti quasi sempre di specie non autoctone, con la giustificazione di un loro ipotetico migliore attecchimento.

 

L’intervento ha riguardato proprio una di queste discariche di pianura ed esattamente la discarica di Case Passerini che ha servito nelle ultime decine di anni tutta la città di Firenze e altri quattro comuni limitrofi.

 

L’opera, commissionata dall’Ente gestore dell’impianto, ha avuto lo scopo di inserire questo “oggetto” artificiale nel tessuto territoriale che lo circonda in modo del tutto diverso dai classici interventi sopra ricordati. Innanzitutto la nuova montagna dalla forma piramidale a gradoni, cresciuta in pochi anni nel mezzo della pianura, viene riconosciuta come una delle testimonianze più autentiche e dirette dello stile di vita dei nostri tempi. Quindi l’intervento non si pone alcuna finalità di nascondere tale aspetto ma si focalizza sulla caratterizzazione ecologica ed estetica della superficie della “nuova collina” che si è resa disponibile al termine dei lavori di conferimento, dopo la ricopertura con terreno di buona qualità.

 

L’elemento cardine della scelta progettuale è stato l’utilizzo di materiale lapideo. Accatastando senza l’uso di malte il pietrame sulla superficie del corpo discarica vengono a determinarsi importanti zone di rifugio dove le specie faunistiche, in particolare quelle appartenenti alla “fauna minore” ma non solo, possono trovare riparo e inoltre punti adatti alla riproduzione, zone per l’alimentazione e punti da utilizzare come posatoi.

 

Questi cumuli di pietre, per assolvere efficacemente a queste funzioni, dovevano essere distribuiti in vari punti del corpo della discarica. Qui è intervenuta la scelta di tipo estetico che ha portato alla configurazione degli stessi sotto forma di un’unica lunga linea che dal piano di campagna della pianura sale sul lato ovest della discarica fino al pianoro sommitale. Una nuova linea quindi che spezza quasi ortogonalmente quelle determinate dai gradoni.

 

Questo habitat lineare costituito da pietre corrisponde alla proiezione sul corpo della discarica del vecchio tracciato del canale Acqualunga che, come è possibile osservare nelle vecchie carte, scorreva nell’area prima della realizzazione della collina artificiale di rifiuti. Questo, come tutti i corsi d’acqua, era considerabile un habitat lineare adatto a varie specie acquatiche. La deviazione di quest’ultimo permise il successivo impiego di questa zona per la realizzazione della discarica. In queste nuove condizioni l’area è divenuta per anni inospitale per qualunque specie selvatica. 

 

Ecco che, dopo il termine dell’attività di conferimento, il tracciato del vecchio canale viene ridisegnato sul versante della collina e trasformato in un habitat di pietre che le specie possono colonizzare. Non più naturalmente specie acquatiche ma specie adatte al nuovo ambiente rupestre che è divenuto “improvvisamente” disponibile.Habitat lineare è un’opera fatta di pietre giustapposte, di vuoti, di innumerevoli fessure. È una realtà penetrabile e vivibile, capace di assicurare la permanenza e il passaggio protetto delle specie lungo i pendii della collina (“corridoio ecologico”).

 

La scelta di impostare l’intervento secondo questa forma lineare nasce anche dalla volontà di evidenziare un altro importante aspetto: l’antico corso del canale Acqualunga segnava il confine amministrativo fra i due comuni di Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino. Anche se in seguito alla realizzazione della discarica il corso d’acqua è stato deviato, tutt’oggi è la linea ove passava il vecchio tracciato quella che corrisponde nelle mappe al confine amministrativo vigente. La costruzione di un habitat lineare avente funzione di corridoio ecologico proprio lungo una linea di confine politico-amministrativo (elemento di per sé vuoto di un reale significato ambientale ma carico ovunque di significati politici e quindi teatro per eccellenza nella storia di dispute, divisioni e perfino lotte e battaglie) vuole essere fortemente provocatoria. Quest’opera pone infatti in primo piano la necessità di concepire sempre il paesaggio come un unicum, un patrimonio comune, indivisibile e indipendente dai confini politici. Esso deve sempre mantenersi interconnesso, altrimenti non può più essere garanzia di vita.

 

 

Categoria

Opera-luogo

 

Autore

Carlo Scoccianti

 

Area di intervento

Case Passerini, Sesto Fiorentino (FI) e Campi Bisenzio (FI).

 

Stato ante operam

Discarica di rifiuti non più attiva, costituita da una collina a gradoni, ricoperta di terreno vegetale.

 

Tipo intervento

L’opera è stata realizzata tramite l’accatastamento lineare di circa 300 tonnellate di pietre. Il materiale lapideo utilizzato è quello tipico dei rilievi collinari che circondano la pianura. 

Il manufatto ha altezza pari a 1 m, larghezza al piede 1,5 m e lunghezza 100 m.

All’interno, nei tratti più ripidi del versante del corpo discarica, ogni 6 m è stata posizionata un’armatura con rete di ferro (a maglie molto larghe) per evitare lo scivolamento del materiale lapideo. Con queste caratteristiche queste armature consentono, allo stesso tempo, il facile passaggio delle specie all’interno dell’opera.

 

Stato di avanzamento

Opera conclusa nel mese di ottobre 2012.

 

Principali Enti coinvolti

- Quadrifoglio S.p.a.

- Comitato per le Oasi WWF dell'Area Fiorentina

 

Principali bioindicatori utilizzati nel monitoraggio della funzionalità ecologica dell'opera:

- Anfibi (con particolare riferimento a: Tritone crestato meridionale, Triturus carnifex; Tritone punteggiato, Lissotriton vulgaris; Rospo smeraldino, Bufo viridis; Raganella, Hyla intermedia): rifugio, in particolare per le fasi di svernamento e di estivazione.

- Rettili (con particolare riferimento a: Tarantola muraiola, Tarentola mauritanica; Orbettino, Anguis fragilis; Ramarro occidentale, Lacerta bilineata; Lucertola muraiola, Podarcis muralis; Lucertola campestre, Podarcis sicula; Biacco, Hierophis viridiflavus; Natrice dal collare, Natrix natrix): rifugio.

- Civetta (Athene noctua): posatoio.

- Passeriformi: posatoio.

- Micromammiferi: rifugio.

- Riccio (Erinaceus europaeus): rifugio.