Lanciare un primo sasso
| Opere

L’opera è stata realizzata al centro di una vasta area agricola a conduzione intensiva, con zone occupate da manufatti abusivi tipici delle periferie urbane come baraccamenti e depositi di materiali edili. Un tempo ormai lontano essa era caratterizzata da vasti ambienti palustri.

 

Da molti anni questa zona è stata anche inserita all’interno del Sito di Importanza Comunitaria ZSC “Stagni della Piana Fiorentina e Pratese” IT5140011 (Direttiva 43/92/CEE ‹Habitat›) e della omonima Zona di Protezione Speciale (Direttiva 79/409/CEE “Uccelli”, successivamente sostituita dalla Direttiva 2009/147/CE). 

 

Nonostante questi importanti riconoscimenti a livello internazionale permangono al suo interno vari appezzamenti di terreno allagati artificialmente per la caccia. Questa situazione rappresenta una vera e propria offesa rispetto al patrimonio pubblico. Questa attività ad alto impatto ha infatti impoverito completamente negli anni il patrimonio faunistico di questo territorio e ha trasformato questo stesso in una vera e propria “trappola ecologica” per gli uccelli migratori, specie che dovrebbero essere tutelate proprio nei rispetti dalle Direttive sopra ricordate.

 

In questo panorama si inserisce l’opera costituita da una nuova zona umida, prima “zona franca” per la sosta degli uccelli. Il modo di dire “lanciare un primo sasso”, titolo dell’opera, sta a indicare ciò che rappresenta l’opera stessa e cioè un atto di coraggiosa ribellione contro l’inaccettabile stato di assenza di tutela nel quale versa ancora oggi tutto il restante territorio. I cerchi concentrici rappresentano le onde che si dipartono da un punto in cui è stato lanciato un sasso in mezzo a un’area allagata. L’opera, che ha dunque un carattere concettuale, è la “materializzazione” nel paesaggio del noto detto popolare.

 

Questo intervento, quando è stato progettato, voleva essere il volano di una serie di nuovi interventi che portassero nel tempo all’effettiva tutela di questo territorio: le onde che procedono dal centro verso i lati stanno a indicare la direzione dell’ampliamento progressivo di questa azione nel territorio. Da allora a oggi in effetti vari altri interventi sono stati realizzati in quest’area, fra cui ad esempio l'opera-luogo Ecotoni presso Ponte a Tigliano (Prato).

 

Categoria

Opera-luogo

 

Autore

Carlo Scoccianti

 

Area di intervento

La Bassa – Olmetti, Campi Bisenzio (FI)
L’area si colloca all’interno del Sito di Importanza Comunitaria ZSC e ZPS IT5140011 Stagni della Piana Fiorentina e Pratese.

 

Stato ante operam

Area caratterizzata da un piano di campagna arginato utilizzato per l’esondazione controllata delle acque dell’adiacente canale (cassa di espansione).

 

Tipo intervento 

Costruzione con mezzi meccanici di una nuova zona umida caratterizzata da un ampio acquitrino intervallato da fasce emerse di terreno adatte alla sosta dei migratori. La realizzazione, che ha interessato una cassa di espansione idraulica già esistente, è stata completata tramite la piantagione di specie acquatiche e ripariali grazie al lavoro di gruppi di volontari (intervento di social art).

 

Stato di avanzamento

Opera conclusa nel mese di dicembre 2012.

 

Principali Enti coinvolti 

- Consorzio di Bonifica Ombrone Pistoiese - Bisenzio

- Comitato per le Oasi WWF dell'Area Fiorentina

 

Principali bioindicatori utilizzati nel monitoraggio della funzionalità ecologica dell'opera:

 - Limicoli: sosta durante le migrazioni, rifugio.

 - Cannareccione (Acrocephalus arundinaceus): nidificazione.

 - Cannaiola (Acrocephalus scirpaceus): nidificazione.

 - Tarabusino (Ixobrychus minutus): nidificazione.